Giorgio Gaber – Politica
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Speranza vana voler rendere gli uomini felici attraverso la politica.
Gli italiani hanno la crisi nelle tasche, i politici hanno la crisi nelle teste.
Non avere più nessuna soluzione significa averne in realtà una soltanto, quella che nessuno vorrebbe mai avere.
Se l’Italia, nell’ambito dell’Unione Europea, vuole svolgere un ruolo da leader ha bisogno di uomini aperti al dialogo, capaci di imporre le proprie idee senza timori reverenziali. Alla vigilia dei voli interplanetari e interstellari, cambiare passo e abitudini, mandando in pensione i vecchi dinosauri con il loro calesse; recidere le vecchie abitudini fatte dei soliti espedienti e mezzucci, tipiche astuzie “all’italiana”. Essere in sintonia con i tempi moderni, altrimenti le batoste da parte di Bruxelles saranno inevitabili. Essere lupo o agnello sacrificale.
La politica non è una scienza, come molti signori professori s’immaginano, ma un’arte.
Ai tempi di Flaubert c’erano troppi avvocati alla Camera, ora ve ne sono troppi anche al Senato e per di più sono anche troppo incapaci, ammesso che l’egoismo non sia considerato una capacità.