Giorgio Gaber – Politica
Qualcuno era comunista perché era stanco di quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno era comunista perché era stanco di quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Non siete Stato voi che siete uomini di polso forse perché circondati da una manica di idioti.Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.Non siete Stato voi né il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un’udienza.Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.
Tra l’avere la sensazione che il mondo sia una cosa poco seria e il muovercisi dentro perfettamente a proprio agio, esiste la stessa differenza che c’è tra l’avere il senso del comico e l’essere ridicoli.
Si sono mesi a litigare in strada, hanno bloccato il traffico fregandosene di tutti, hanno bestemmiato e detto brutte parole davanti anche ai bambini, si sono menati di (poco) santa ragione. Alla fine uno dei due è riuscito a colpire l’altro, a stenderlo a terra. Si è guardato intorno ed ha urlato alla gente, – avete visto, sono il più bravo il più forte, ecco, votate me – ed ha consegnato le schede elettorali precompilate, col suo simbolo già barrato. Ma intanto l’avversario, anche se ferito si sta alzando da terra e sta per colpire alle spalle il “vincitore per un attimo”. Intanto il portaborse del caduto che si è rialzato prepara le sue schede elettorali precompilate per sostituire quelle dell’avversario. Ma la democrazia prima di tutto, le elezioni sono sacre.
Bersani e Berlusconi scendono in piazza, contro chi? Contro se stessi? Comunque il problema più grande è che dopo essere scesi in piazza risalgono, escono, tornano a rompere le palle.
I suicidati spesso sono persone che hanno sbagliato mira.
Erano non più di 700.000. C’era tanta gente che ha fatto una scampagnata per il semplice motivo che gli è stato offerto il viaggio gratis, la colazione gratis e di visitare i musei la domenica pomeriggio.