Giovanna Veres – Stati d’Animo
L’urlo del silenzio invade la mia privacy e mi stordisce, lasciandomi immobile, in uno stato comatoso.
L’urlo del silenzio invade la mia privacy e mi stordisce, lasciandomi immobile, in uno stato comatoso.
Alloggio troppo dentro di me, il tempo è troppo poco per essere qualcun altro.
Non sono più randagia. Non punto più agli occhi, di faccia, di petto. Ho sbranato con le fauci spalancate, gli artigli acuminati, graffiato con la mia stessa pelle squamata, ora, l’ho cambiata, come un serpente, a sangue freddo, misto a caldo, misto a stanchezza. Mi hanno trapiantato il cuore di un animale, ma adesso, sono letargica. Sono rimasta di schiena, erotica e silente, curva di cuoio rosato e seducente.
Non comprendo l’assurdo bisogno di etichettare tutto, rapporti, esseri umani, sentimenti, la necessità di ingabbiarli in anguste definizioni. Ho sempre amato tutto ciò che non abita nelle parole, non intendo l’indefinito, ma l’indefinibile.
Ho lasciato che il tempo rapisse i miei pensieri ho lasciato che il vento mi trasportasse lontano ho sperato di approdare sulla riva di un sogno la dove nessuno sapeva chi ero mani dolci mi hanno raccolto e portato al cuore ne sentivo il desiderio quella strana follia… dopo tanti giorni solo avvolta da un sottile e fragile involucro ho temuto di perdermi di svanire durante il viaggio di non poter raccontare la storia più dolce ma il sapiente mare al quale ho abbandonato il mio sogno mi ha portato da te al sicuro su quella spiaggia per farmi capire che i sogni se ci credi davvero se davvero vuoi viverli si realizzano ora guardo il mare e ripenso con il sorriso sul volto che tutto può accadere.
Ho imparato ad bastare a me stessa per questo non sento la necessità di riempire la mia vita con chiunque.
Quei classici momenti in cui il cuore ti dice di fare una cosa, la testa di fare l’esatto opposto: un dualismo che difficilmente giungerà mai a una soluzione.