Giovanni Melucci – Stati d’Animo
Se credi di essere qualcuno ma, che poi in realtà non lo sei, non continuare a crederci, prima o poi potresti restarne accecato.
Se credi di essere qualcuno ma, che poi in realtà non lo sei, non continuare a crederci, prima o poi potresti restarne accecato.
C’è sempre un giorno nella nostra vita dove in un attimo perdiamo tutte le nostre certezze, ci sentiamo smarriti, confusi, in preda al panico.Sono momenti terribili, dove la nostra anima sprofonda in un abisso interminabile, dove il nostro cuore sembra impazzire. Ci sentiamo naufraghi in mezzo ad una tempesta.Il nostro cuore batte così forte che ne sentiamo il rumore, siamo spaventati e non sappiamo a chi chiedere aiuto perché attorno a noi c’è il vuoto.Poi arriva un giorno dove timidamente ricompare il sole, il mare diventa tranquillo, ci riappropriamo delle nostre certezze. I brutti momenti sono passati. Ricompaiono pseudo amici, pseudo parenti, pseudo amanti… ma ora siamo noi che usciti da una brutta esperienza siamo così forti da saper riconoscere a chi dare credito, di chi ci possiamo fidare: ora siamo noi a decidere cosa per noi è giusto o sbagliato, ora siamo noi nuovamente protagonisti della nostra vita. Ed è bello riassaporare il profumo della vita.
Vorrei aprire le porte del mio cuore. Lo voglio fare! Però non ci riesco, ho paura di essere ferita altra volta.
Esistono persone che pur stando in silenzio riescono a farsi capire comunicando con gli occhi.
Il suo corpo traspare sempre di emozioni, visibili nei suoi occhi e nei suoi atteggiamenti come se un pittore le dipingesse ogni istante un quadro sulla pelle con pennellate dense ed intrise di colore è emozioni, è anima.
E adesso dimmi come ti senti dopo aver ferito, ingannato un cuore sincero? Al tuo posto proverei vergogna. Quelli come te sono consapevoli delle loro azioni, se ne fregano del male che infliggono. Chiedete scusa solo quando vi fa comodo, ed è lì che la gente dovrebbe imparare a restituirvi il male, a volte basta un secco “no”, al resto… ci penserà la vita.
Che sogno: non dover più guardare in faccia un altro essere umano.