Giulia Rinaldi – Sogno
E se i nostri sogni non fossero compatibili con noi?
E se i nostri sogni non fossero compatibili con noi?
I sogni nascono tra le lenzuola, avvolti in una morbida coperta di stelle.
Il problema di chi sogna è che non si gode mai abbastanza la realtà.
Molti anni fa sognai Cristo, come viene rappresentato comunemente nelle immagini. Un volto da cui traspariva un odio e una ostilità inimmaginabili. Si diramavano da esso ostilità e morte, dai suoi occhi rivolti verso di me. Io ero molto giovane, ancora nella spensieratezza, non avevo idea chi fosse o da dove provenisse. Il signore della svastica stava di fronte ai miei pensieri con occhi di ghiaccio e fuoco. Mi odiava a tal punto da essere come un’ombra sulla mia vita, che il Bene tuttavia cercava di tenere lontano. Che alla fine riuscisse a ghermirmi, forse era inevitabile. L’istinto di sopravvivenza della terra e delle stelle non può fare più niente, solo impedire che al Male sia concesso di imperversare totalmente per diventare il padrone di tutta la vita oltre questo cielo, annientandola. Non per moralità inopportuna, ma per verità matematica, che gli angeli stessi usano e di cui dispongono.
Sogniamo e continuiamo a sognare senza fermarci mai; non è importante se sei all’inizio o alla fine di questo viaggio (o avventura), l’importante è vivere fino in fondo, cogliere, forse, affrontare, col sorriso sempre pronto. La forza dei sogni è nell’intensità del sorriso.
Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume.Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori; e un sogno di ciò che potrebbe essere visto se la finestra si aprisse.
È proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante.