Giuliana Zarantonello – Musica
Quante volte la voce della musica ci sussurra ciò che il cuore vorrebbe sentire.
Quante volte la voce della musica ci sussurra ciò che il cuore vorrebbe sentire.
Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d’arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l’esuberanza creativa.
Accendeva l’ipod e poi alzava il volume sperando che potesse superare le grida del suo cuore, gettandosi sul letto. Passava le ore, le notti, i pomeriggi interi in quel modo. La musica non era la sua vita, ma senza dubbio la rendeva più piacevole. Forse era per questo che amava le persone con i suoi stessi interessi musicali: loro cercavano nelle canzoni le stesse cose che cercava lei, e lei cercava nella musica i pensieri che da sola non riusciva a tirar fuori dalla sua mente.
Amo due cose, la vita e la musica. La vita perché mi ha dato la musica e la musica perché mi ha dato la vita.
La musica è il soffio dell’immaginazione sullo spartito del cuore.
Le riviste di musica sono scritte da gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere.
Le ferite che la vita ci incide possono essere curate solo dalla musica.