Giulio Ranzanici – Uomini & Donne
Quella donna è molto di più della mia anima gemella: è il mio corpo gemello.
Quella donna è molto di più della mia anima gemella: è il mio corpo gemello.
L’unicità di una donna sta nell’essere l’unico, grande, vero, attore protagonista della vita dell’uomo.
Sono intollerante a chi considera sbagliato o cattivo tutto ciò che è diverso dal suo modo di vedere la vita, così come non sopporto la supponenza o le persone che cercano a tutti i costi di scovare il marcio negli altri, quando, invece, il male è dentro di loro.
E io mi chiedo: quante mani si devono posare sulle ginocchia di una donna, quante, prima che si alzi di scatto e resti, quanti nomi vanno urlati prima di ricordarne uno.
La storia delle donne è la storia della peggiore forma di tirannia che il mondo abbia conosciuto: quella del debole che domina il forte. È l’unica tirannia che resiste al mondo.
Parlavamo poco, mi guardava spesso. Mi convincevo che non guardasse me, che puntasse gli ori che avevo indosso: mi aiutava a tenere le distanze. Dovevo reprimere l’istinto di prenderlo sottobraccio, ridere, scherzare, parlare con lui, lui che era così simile a Sofia, veniva dalla stessa terra di contraddizioni, inciampava sugli stessi accenti. Dovevo reprimere l’istinto di dirgli “bentornata”.
Le sue mani mi accarezzavano i capelli, scivolavano sugli occhi e da li al naso soffermandosi sulla bocca semiaperta, mi venne d’istinto baciare e leccare quelle mani che sapevano di salsedine perché per me lui è il mare la forza e l’amore della mia vita.