Giulio Vergine – Vita
La vita non è di chi piange e si arrabbia ma di chi sorride mentre muore.
La vita non è di chi piange e si arrabbia ma di chi sorride mentre muore.
La logica della vita umana prevede legami tra cose e persone. Le persone possono assomigliare alle cose, come costituzione/ atomi…Siamo tutti legati, perché siamo qui, incollati alla nostra esistenza presente… In questa ragnatela non ci disperdiamo, come accadrebbe invece in un universo aperto.
Malgrado le delusioni, malgrado le sconfitte ho sempre creduto in me stessa. Questa è stata la mia “vittoria”.
La frase contiene espressioni adatte ad un solo pubblico adulto.Per leggerla comunque clicca qui.
Siamo alla ricerca costante di qualcosa. È giusto cercare, la nostra ricerca però, dovrebbe essere il completamento di tutto ciò di cui siamo già in possesso.
Scoprir la meraviglia in gocce di vita che durano un istante ma lasciano segni indelebili nella memoria del cuore.
A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.