Giuseppe Calabrese – Comportamento
Il problema non è di chi pensa, il problema è di chi fa.
Il problema non è di chi pensa, il problema è di chi fa.
Teologi e confessori insegnano il distinguo fra peccato ed errore: nel primo caso c’è dolo, ossia una coscienza deliberata e un’intenzionalità consapevole di “cadere in tentazione” compiendo un male ch’eppure la propria etica sa riconoscere, mentre nel secondo caso non c’è dolo bensì l’incappare in sbagli dovuti alla perlustrazione di territori morali nuovi, tanto vergini quanto ancora non sminati; è l’inevitabile rischio dell’avanguardia, della ricerca, della sperimentazione inedite. Ma nell’esistenzialismo si dà anche una terza alternativa: è indimostrabile che la realtà sia come la Settimana Enigmistica, che pubblica solo problemi già risolti in partenza. La vita vera potrebbe non ammettere alcuna risposta significativa e decisiva, il che ci condanna al fallimento a prescindere dal dolo o meno, dalla cattiva o buona volontà.
Se si cerca di riparare ad un errore con mille bugie, è come cadere nelle sabbie mobili dibattendosi furiosamente, si rischia d’affondare più velocemente.
Fai come i dinosauri: estinguiti. E abbi la decenza di non lasciare fossili.
Prima mi arrabbiavo, adesso faccio presto: Osservo, valuto e decido. Se devo spiego, altrimenti non…
Alle gente piace vedere il dolore al passato.
Fuggi da chi ti dice che sei l’ideale per lui, perché non ti permetterà mai di essere te stesso.