Giuseppe Catalfamo – Morte
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” è comodo dirlo per l’innato senso di prevaricazione dell’uomo, chi muore ha perso, facile dire che fosse il migliore!
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” è comodo dirlo per l’innato senso di prevaricazione dell’uomo, chi muore ha perso, facile dire che fosse il migliore!
Nessuna lacrima,solo sorrisi perché io non vi ho lasciato,sono lì nella stanza accanto,invisibile ai vostri occhi, ma non al vostro cuore.
Se è vero che Dio non esiste allora perché hai così paura della morte?
Non è dunque la pena di morte un diritto, […] ma è una guerra della nazione con un cittadino.
Tenace corazza dell’uomo è non comprendere la “grandezza” del cosmo e quel che realmente conta nel suo evolvere.Verrà tempo che non avrà carapaci da ergere per sottrarsi al suo destino.
Il massimo da fare per esser immortali è creare la condizione che per una cinquantina d’anni dopo la dipartita amici e familiari parlino bene di noi, ancor più che lo pensino.Dopo francamente che ce frega.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.