Giuseppe Catalfamo – Morte
Ecco.Muoio…. e mi sembra di non aver neanche apparecchiato.
Ecco.Muoio…. e mi sembra di non aver neanche apparecchiato.
Beffo la morte e ghigno.
Quando smetterò di bere sarò già morto, quando uscirò dai guai non esisterò più, quando sarò felice sarò già polvere.
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
La coscienza dell’eterno nulla nero, impalpabile, assente, senza sensi, che ci attende dopo la morte è la tortura più agghiacciante che ci appartiene.
Tutte uguali.Caterve di moine a difesa per farci entrare.Poi servirebbero secchiate d’acqua gelata quantomeno per distogliervi.
Ci turbiamo la vita con la preoccupazione della morte, e la morte con la preoccupazione della vita.