Giuseppe Catalfamo – Religione
Dio, quello cristiano, sta alla bontà come Hitler sta agli ebrei.
Dio, quello cristiano, sta alla bontà come Hitler sta agli ebrei.
La sola cosa che frena Dio dal mandare un’altro diluvio è che il primo non è servito a niente.
C’è chi ha bisogno di questo referente che trascende la vita. Ma c’è una trascendenza molto più elementare: le persone che sono qui davanti mi trascendono. Hanno una loro visione del mondo. Perché non instauriamo una trascendenza orizzontale invece che una trascendenza verticale. Perché invece di parlare con Dio non parlo col prossimo mio. Non era una anche delle massime di Gesù? Quando diceva che nel prossimo c’è l’immagine di Dio. Allora cominciamo a parlare con la gente, insomma, a questo punto. Perché è già trascendenza riuscire a intendersi con un altro. Non c’è bisogno di parlare col Dio ignoto, dove a parlare sono solo io perché tanto lui non risponde, se non le parole che io penso che lui dica. Che sono poi gli esaudimenti dei miei desideri.
Non esiste altro Dio al di fuori di te.
Viviamo tempi iperattivi senza avanzare minimamente verso il regno dei cieli.
Signore, abbiamo costruito sulla sabbia senza di te, ma con te costruiremo sulla roccia.
Nessuno di noi giunge qui da solo; non è permesso. Veniamo inviati da consiglieri anziani e approdiamo in buona compagnia. Lo spirito santo ha una gran quantità di emissari che noi chiamiamo spesso “angeli custodi”. In molti casi un cosiddetto angelo custode è in realtà una guida che ci accompagna per tutta la vita.