Giuseppe Catalfamo – Scienza e tecnologia
Per affacciarsi “oltre” non è la velocità della luce che bisogna “sfidare”, ma quella del “pensiero”.
Per affacciarsi “oltre” non è la velocità della luce che bisogna “sfidare”, ma quella del “pensiero”.
Fui la prima volta di Carla, eravamo poco più che adolescenti.Facemmo l’amore non più di cinque volte,poi mi lasciò per un 25enne biondino, giocatore di rugby.Ci perdemmo di vista, andò a studiare in Californialaureandosi in ingegneria applicata alla meccanica quantisticae sposò Marcel, un boxer mediomassimo di colore.Questo me lo confidò poco tempo fa quando mi spiegòla sua evoluzione dalla nostra prima volta.è strettamente correlata con la Cosmologia, ovvero la fisica dell’infinitamente grande>.In pratica partì da me per arrivare al boxeur.
Non lasciare sia la superbia a valutare ciò che ti appartiene.Concedi il fardello all’umiltà.In compagnia dell’auto ironia sarebbe la perfezione.
Non ho paura d’aver paura, essa è l’istinto d’un cervello pensante, ho paura della giustizia, nel suo nome si emettono sentenze omicide.
Un uomo molto brutto, presentato come “pigro e pantofolaio” ad una signora, sarebbe veramente “molto brutto”.Se presentato come instancabile amante diventerebbe un “tipo”.
La vera essenza della geniale intelligenza del mondo animale, consiste nel vivere l’esistenza pienamente, senza false morali, non sprecando neanche un istante nel chiedersi “chi siamo”, “da dove veniamo”, “Dio c’è?”.
Tronfio del mio non sapere.Nulla occorre al saper “vivere”.