Giuseppe Cepparulo – Stati d’Animo
Preferisco essere una virgola che un punto.
Preferisco essere una virgola che un punto.
Inutile è un gesto fatto tanto per fare. Inutile sono varie parole dette tanto per dire. Inutile è colui che non ha niente da donare che parta dal cuore. Inutile è un mondo fatto di ipocrisia e finzione. Di cose splendenti che durano attimi… Inutile è continuare a versare lacrime che mai saranno asciugate. Continuare a credere in chi non ha mai creduto in te. Inutile è distruggersi per chi nemmeno si è accorto che esisti.
Non è sempre facile dire Addio senza ferire, ma a volte è inevitabile per non “restare sempre feriti” da quella distrazione chiamata “egoismo”.
Diffiderei di coloro che ripetono troppo spesso “non ti lascerò mai” o “ti amerò per tutta la vita” ancor prima di averlo dimostrato. Sono spesso, le persone che ti abbandoneranno alla prima difficoltà. L’amore è fatto di gesti, anche piccoli e di poche, sincere parole.
Mi trovo seduta nella sabbia guardando questo intenso mare, bello, seducente, mi attira, mi attrae, mi ubriaca il suo profumo di sale, quel vento che soffia mi affascina. Intanto io sono seduta, posseduta da tanta bellezza, vedo la mia anima volare verso il orizzonte, camminare sopra queste immenso mare. Ma che meraviglia mio Dio, ci hai donato questo mondo tanto meraviglioso.
A volte sembra così difficile trovare un po’ di felicità e di serenità. Sembra impossibile anche sognarla. Devi difendere il tuo equilibrio emotivo continuamente. Restare in piedi è durissima, ma per quelle come me è una sfida e quando vengono sfidate non mollano fin quando non hanno vinto.
Mi aggrappo alle parole, a tutte: quelle scritte, cantate, dette, urlate, tenute dentro, in silenzio. Le ascolto tutte e quando vedo che volano via con il vento, vola via anche il mio sorriso. Mi aggrappo alle persone, a quelle che amo: dipendo da loro nel modo più sbagliato possibile e quando mancano, manco anche io. Mi aggrappo ai sogni, quelli lontani, così lontani che, a furia di rincorrerli, cado per strada, mi fermo e faccio fatica a ripartire. Mi aggrappo alla speranza, quella che non muore mai perché, se muore essa, muoio un po’ anche io.