Giuseppe Donadei – Stati d’Animo
Come puoi spiegare agli altri come ti senti, se non riesci a capirlo neanche te stesso?
Come puoi spiegare agli altri come ti senti, se non riesci a capirlo neanche te stesso?
Mi sono ritrovato in cima ad un vulcano islandese, ero un vagabondo depositario di allucinazioni fatte di carta, come un poeta germanico di Jena, seduto e gobbo sul suo scranno ruvido, in compagnia degli affanni del domani e le mani screpolate dalla pena e dall’inchiostro.
Mi piacerebbe mettere il cuore dentro il cassetto del comodino a far compagnia ai miei sogni quando vado a letto. Loro non hanno idea del rumore che fanno.
Stanca, stanca di essere l’appoggio di chi non ha di meglio da fare. Stanca di credere che esista ancora la sincerità. Stanca di continuare malgrado tutto ad essere vera. Stanca di ascoltare, di fare uno sforzo per capire e comprendere che ognuno è fatto a modo suo e devo accettarlo. Stanca di essere buona. Ora ho lo sguardo duro di chi ha un peso nel cuore. La mente sospesa in un prossimo “reset”. Il cuore deluso. Per chi come me accetta ogni lato e ogni pregio e difetto è difficile cambiare ma si può imparare a migliorare.
Quanto sia profondo l’abisso dell’ignoranza umana non l’ho ancora compreso ma la superficialità che lo appartiene mi spaventa ancor di più.
Come vorrei, volteggiare nel vento, senza pensare dove arrivare. Come vorrei, trovarmi fra i colori di un arcobaleno senza dover scegliere per forza un colore ma vivere in mezzo ad un’ atmosfera unica.
Il cuore vede e non perde tempo a scalpitare, mentre la mente sta ancora aspettando di guardare.