Giuseppe Mastromatteo – Sport
Non si può sempre vincere ma da ogni sconfitta si può imparare qualcosa per vincere domani.
Non si può sempre vincere ma da ogni sconfitta si può imparare qualcosa per vincere domani.
I veri campioni se, accidentalmente, rimangono indietro; verranno sempre fuori alla distanza.
Siamo “bianco neri”. Siamo bianchi come la luce e neri come il buio in cui vi abbiamo per l’ennesima volta lasciato. Un campo spesso contestato, un nome spesso storpiato: da Juventini a “rubentini”. Ma in realtà nessuno è santo. Siamo a 33 e in questo bellissimo caso, amici miei, comunque giri quel numero, sempre 33 sono! Chiamateci come volete, disprezzateci. Mentre voi parlate, divorati dalla rabbia, sperando in un affondo noi trionfiamo per la 33esima volta alla faccia vostra. Ne esistono di colori, ma qualsiasi altro colore che non sia “bianco nero” è bello da ammirare solo nell’arcobaleno, nelle emozioni e nelle sfumature di un tramonto. Ma su un campo di calcio, sempre e solo “bianco nero” sia.
Se l’Everton giocasse nel giardino sotto casa chiuderei le tende.
Avete sentito delle violenze durante le partite di calcio in Italia? I drammatici scontri tra le tifoserie italiane costringeranno le squadre a giocare negli stadi vuoti. Proprio come nel calcio statunitense…
Correre verso nessuna meta, verso l’immensità della natura in compagnia del basico istinto per la sopravvivenza. Correre col vento sul viso, e il Sole alle spalle. Correre senza pensieri, senza impegni, senza orologi, senza smartphone, chiavi o denaro nelle tasche. Correre senza scarpe, senza nessuno. Libertà.
L’atletica è di tutti, ma non è per tutti.