Giuseppe Romano (Jioriu) – Anima
Entra pure dunque, varca la porta del mio animo, tu che non temi le mie tenebre più oscure.
Entra pure dunque, varca la porta del mio animo, tu che non temi le mie tenebre più oscure.
E camminai nel deserto della mia anima proteggendo il mio cuore dalle sue lacrime, non scorgendo che al di là del mare quelle lacrime ne davano il sapore.
Sembravano diamanti puri se osservati a distanza. Grondavano di sangue che ne mostrava le impurità se studiate da vicino.
L’anima, se ne rimane ingessata come una pannocchia verde, per anni, tra strutture e sovrastrutture di false considerazioni e obbligo di buona creanza. Poi ami. E quel reticolato si disfa. Viene fuori l’essenza. Il prototipo dell’anima che avrai. Rinasce ancora una volta, candida come un giglio al suo sbocciare, cristallina come rugiada accomodata sull’erba. Nell’istante esatto in cui viene alla luce, accade un imprinting. L’essere che ha facilitato quel fiorire, diventa unico. Irripetibile. Mai più accadrà simile armonia.
C’è stato un tempo in cui era belloattendere la notte ed i suoi sussurri.Ora va…
I falsi sorrisi nascondo anime false.
La mia anima è difettosa: “a. A. a. Cercasi anima di riserva”