Graziano Origa – Vita
In Milano vado sempre da un barbiere vicino al Pirellone. E mi siedo in una delle sue sedie gigantesche che sembrano degli strumenti di tortura sadomaso.
In Milano vado sempre da un barbiere vicino al Pirellone. E mi siedo in una delle sue sedie gigantesche che sembrano degli strumenti di tortura sadomaso.
I veri pazzi sono coloro che osano, che si buttano a capofitto in un lavoro, in una storia. Non sanno cosa succederà e non si pongono il problema: si chiama vivere.
C’è un momento nella vita in cui si devono chiudere per forza alcune porte. Quel momento in cui capisci che quelle lacrime non sono sbagliate se stai male, ma sbagliato è permettere a coloro che te le fanno versare di fermarsi ancora un minuto di più nella tua vita. Sbagliato è continuare a soffrire per chi da tempo si è già voltato per andarsene. Sbagliato è il tempo che ancora si continua a sprecare per alcune persone che il tempo non sanno nemmeno che cosa sia.
Chi non sa perdonare brucia il ponte sul quale egli stesso dovrà passare.
Guai a colui che, superato un pericolo, si volta indietro per dimostrare a se stesso che sarebbe assai facile risuperarlo. Rimarrebbe vittima non solo del pericolo stesso, ma anche della sua suppoenza. Da ciò si trae insegnamento che la Vita è sempre nel progredire.
Se la vita fosse come il silenzio di un tramonto, come la dolcezza di volo di gabbiani. Se la vita fosse tutto ciò potrei dire questo è il paradiso.
Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa non è giusto lamentarsi perché alla fine si conclude.