Giacomo Leopardi – Vita
Forse in qual stato, in qual forma che sia, è funesto a chi nacque il dì Natale.
Forse in qual stato, in qual forma che sia, è funesto a chi nacque il dì Natale.
La vita è una continua strada, ma come tutte le strade, può avere sia salite che discese.
Quando parliamo di vita non diamo la colpa a lei, portiamole rispetto, ricordiamoci che per noi è una mamma, ci ha donato la vita.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
Cammino sui fili della vita, sostenuta dalla certezza che si chiama speranza.
E se scende una lacrima mentre sorridi, significa che sei ancora capace di stupirti.
Quel lungo viaggio chiamato vita è un viaggio bello e difficile. Sali su quel treno senza deciderlo ed ecco che inizia la lunga lotta. Fermate, lunghe soste, deragliamenti, ma se riesci ad arrivare a fine corsa puoi dire di aver vissuto al cento per cento.