Gustave Flaubert – Arte
L’arte! L’arte! Che bella cosa questa vanità.
L’arte! L’arte! Che bella cosa questa vanità.
Arriva la notte con la sua legione porpora, ritiratevi ora nelle tende e nei sogni, domani entriamo nella città della mia nascita voglio essere pronto.
Perché esista arte, perché esista un qualsiasi fare e contemplare artistico, è indispensabile un presupposto fisiologico: l’ebbrezza. L’ebbrezza deve prima aver accresciuto l’eccitabilità dell’intera macchina: altrimenti non si giunge all’arte. Tutte le specie di ebbrezza per quanto diversamente condizionate, possiedono la forza di far ciò: soprattutto l’ebbrezza dell’eccitazione sessuale, la più antica e originaria forma di ebbrezza. Ugualmente l’ebbrezza che sopraggiunge al seguito di tutte le grandi brame, di tutti i forti affetti; l’ebbrezza della festa, della gara, del pezzo di bravura, della vittoria, di ogni commozione estrema; l’ebbrezza della crudeltà; l’ebbrezza della distruzione; l’ebbrezza prodotta da determinati influssi meteorologici, per esempio l’ebbrezza della primavera; oppure dall’influsso dei narcotici; infine l’ebbrezza della volontà, di una volontà sovraccarica e turgida. – l’essenziale dell’ebbrezza è il senso dell’aumento di forza e della pienezza. Da questo si comunicano sentimenti alle cose, le si costringe a prendere da noi, le si violenta – questo processo vien detto idealizzare. Sbarazziamoci qui di un pregiudizio: idealizzare non consiste, come comunemente si crede, nel togliere o eliminare ciò che è piccolo, secondario. Quel che importa è piuttosto spinger fuori, grandiosamente, i tratti principali in modo che gli altri scompaiano.
Gli artisti sono soprattutto uomini che voglioni diventare inumani.
Se invece di prendere sul serio l’arte, la prendessimo per quel che è, come intrattenimento,…
Non devi combattere troppo spesso con un nemico, altrimenti gli insegnerai tutta la tua arte.
Le parole sono in libertà, qualunque tuttologia è cazzatae qualunque problema è un falso problema.Per…