Gustave Flaubert – Libri
L’universo, per lui, finiva all’orlo di seta della sua sottana.
L’universo, per lui, finiva all’orlo di seta della sua sottana.
Scrivo, perché ho bisogno di sfogare i miei pensieri, anche attraverso cose che sicuramente non leggerai mai!
Non voglio avere un miracolo digitalecome quello chemisura la consunzione del mio tempo.Voglio tenermi il mio oracolo globaleche mi lascia la mia illusioned’immortalità.(da “Dieci pensieri sul tempo”)
Iniziò a perdere sensibilità alle dita. Si tolse un guanto, ci soffiò dentro e poi ci rimise lil pungo chiuso per scaldarsi. Lo fece anche con l’altra mano. Ripetè quel gesto ridicolo due o tre volte.Sono le estremità che ti fregano, diceva sempre suo padre. Dita dei piedi e delle mani, naso, orecchie. Il cuore fa di tutto per tenersi il sangue per sé e lascia congelare il resto.
SI pensa, talvolta, che di draghi non ce n’è più neanche uno. E neppure di prodi cavalieri. E neppure l’ombra di una principessa che vaghi per foreste misteriose, incantando col suo sorriso cerbiatti e farfalle.Pensiamo, talvolta, che la nostra sia un’età senza più frontiere, senza più avventure. Il destino è al di là dell’orizzonte; quelle ombre che passavano al galoppo, rilucenti, si sono ormai dileguate.Che bello, sbagliarsi! Principesse e cavalieri, incantesimi e draghi, avventura e mistero… non solo sono qui pure adesso, ma sono tutto quel che c’è e c’è sempre stato!Nel nostro secolo, hanno mutato d’abiti, s’intende. I draghi indossano uniformi, oggi, vanno in giro in assetto di guerra, in tenuta da pronto intervento. I demoni della società, stridendo, piombano su di noi se solleviamo gli occhi da terra, se ci azzardiamo a svoltare a destra laddove ci hanno ordinato di girare a sinistra.Talmente astute si sono fatte le false apparenze che principesse e cavalieri possono celarsi gli uni alle altre, possono celarsi persino a sé medesimi.E tuttavia maestri di realtà vengono ancora a noi, in sogno, a dirci che non abbiamo giammai perduto lo scudo che occorre contro i draghi, che sta in noi cambiare il mondo come ci pare e piace. L’intuito non mentisce allorché ci bisbiglia: Non sei polvere, tu sei magia!Richard Bach – Un ponte sull’eternità.
Era così strano stare fermo in mezzo alla strada nella speranza di vedere una ragazza che neppure l’aveva riconosciuto; ma non voleva andarsene. Si sentiva fremere di un sentimento nuovo. Niente gli sembrava più importante, eccettuata la principessa. Era un pensiero fisso che lo incentava e lo ossessionava.Era innamorato.
Il racconto è il romanzo di un pigro.