Hengel Meneghetti – Filosofia
Il crepitare dei pensieri dispiega le ali del cuore.
Il crepitare dei pensieri dispiega le ali del cuore.
Un pensiero statico, immobile, ancorato ad inamovibili convinzioni dettate dalla certezza e dall’ostinazione, imputridisce come l’acqua quieta di uno stagno, fino a diventare un fossile; il pensiero nobile, quello che non si irrigidisce in ingranaggi arrugginiti dalla caparbietà, è movimento ed è la più sublime forma di dinamismo umano.
Se un uomo conosce tot cose, due uomini ne conoscono 2 tot e mezzo.
L’illusione non esiste… è solo qualcosa che noi non riusciamo a vedere!
Si dovrebbe sempre ragionare in prospettiva perché il più grande giudice della ragione è il tempo.
L’essere è sé. Ciò significa che non è né attività né passività. Non si può tuttavia dirlo “immanente a se stesso”, perché l’immanenza è sempre un rapporto a se stesso. Ma l’essere non è rapporto a se stesso, è invece se stesso. Riassumeremo tutto questo dicendo che l’essere è in sé.Che l’essere sia in sé significa che esso non rinvia a sé, come fa la coscienza di sé: questo sé esso lo è. In realtà, l’essere è opaco a se stesso e lo è perché è pieno di se stesso. È ciò che diremo meglio affermando che l’essere è ciò che è.L’essere è, l’essere è in sé, l’essere è ciò che è. Ecco i tre caratteri che l’esame provvisorio del fenomeno d’essere ci permette di attribuire all’essere del fenomeno.
Non puoi ricominciare dall’inizio ne da una fine. Dall’inizio si comincia dalla fine si continua.