Ilaria Pasqualetti – Figli e bambini
Alla fine di tutto ti rendi conto che l’unica cosa per cui sei capace di fare qualsiasi cosa, sono i figli.
Alla fine di tutto ti rendi conto che l’unica cosa per cui sei capace di fare qualsiasi cosa, sono i figli.
Crescere non è solo trovarsi un lavoro, costruire una famiglia, passare gli esami universitari, essere indipendenti economicamente o avere talento. Crescere è anche e soprattutto interiorizzare dei valori: il rispetto verso se stessi e gli altri, equilibrare il proprio orgoglio ammettendo i propri sbagli, capire quando è il momento di non mollare, e rassegnarsi all’evidenza di un fallimento. Ci sono tanti bambini nel mondo, che, ahimè, non ne hanno più l’aspetto: sono padri, madri, insegnanti, ingegneri, avvocati, artisti; persone spesso ammirevoli sotto molteplici aspetti, ma povere di umiltà interiore, qualità essenziale per essere considerati uomini e donne.
“Qual è la persona che ti manca di più?” “Mio figlio.” “Ma dai, non sapevo ne avessi uno.” “Appunto, abita nei miei rimpianti.”
Se hai bisogno di spiattellare ai quattro venti ogni cosa, evidentemente non hai una persona su cui contare, le troppe parole portano la gente a non avere fiducia. Meglio parlare di meno e dimostrare di più.
Lasciate che i fanciulli vengano a me.
E poi accumuli per molto tempo, sopporti e tolleri da troppo tempo per mantenere quella calma che in genere hai, ed arriva il momento in cui si chiude la vena e tutto ciò che hai mandato giù esce fuori, ecco, sono una di quelle persone che al momento in cui scoppia succede il finimondo e non fa sconti a nessuno.
Gli amici? D’ora in poi deciderò io chi definire amico o no, deciderò io chi potrà camminare al mio fianco, e chi soprattutto avrà la possibilità di conquistare la mia stima e fiducia, troppi infami a questo mondo e troppa gente che pensa di essere al di sopra di tutto e tutti, ecco, quelli sono i primi a restar fuori dalla mia vita, il resto vedrò dopo un’attenta valutazione e non è detto che riesca ad essergli amica.