Ilaria Pasqualetti – Frasi Sagge
Quando decidi di aprire bocca controlla se prima è collegata al cervello.
Quando decidi di aprire bocca controlla se prima è collegata al cervello.
C’è chi ancora non sa. Che la rabbia è differente dal dolore. Che la rabbia è una reazione violenta di sopravvivenza, nel bene o nel male. E che il dolore è la morte interiore, nel male che procura una delusione. In tutti i ricordi che scatena, in tutte le paure che risveglia. Il dolore è il punto di arrivo, di un pensiero felice rimasto solitario dopo aver scacciato la tristezza.
Il pessimismo non ha mai consolato né i malati nel corpo, né gli infermi nell’anima.
Spesso chi chiamiamo immaturo, è semplicemente un maturo conscio delle responsabilità che non ha intenzione di prendersi, perché sa perfettamente di non saper far fronte ad esse.
Essere sensibile è un po’ come essere un attento ascoltatore di musica, che riesce a “sentirsi” addosso ogni vibrazione prodotta da essa, a distinguere ogni singola nota, a carpire l’intonazione se calante o crescente, ad individuare tra i tanti strumenti, la melodia scandita di quello più dolce o più triste. Essere sensibile vuol dire percepire le variazioni di tono della voce quando l’umore varia, proprio come se la voce fosse una musica dalle infinite sfumature cromatiche. Essere sensibile vuol dire notare ogni minimo dettaglio, ogni minimo cambiamento se pur insignificante, ogni silenzio, ogni rumore, ogni parola non detta, ogni emozione trattenuta ed inespressa. Essere sensibile vuol dire immedesimarsi in ogni circostanza, in ogni sofferenza, anche in un gattino abbandonato e sporco che implora pietà ad ogni passante. Chi è sensibile soffre, di un dolore muto e soffocante, per le sofferenze del mondo. Chi è sensibile piange in silenzio senza lacrime, per ogni lacrima versata e dileguata. Chi è sensibile, sente la musica del mondo, e trae la forza da ogni vibrazione eterna e senza fine, che ogni corda tesa risuona nel suo cuore. È musica, la musica dell’anima!
Il biliardo rappresenta la perfetta analogia di una vita ideale e utopica. Ricca di colori dal dinamismo sempre imprevedibile.
La saggezza è una pianta che si coltiva nell’orto della sofferenza, ma occorre comunque avere il pollice verde.