Ilaria Pasqualetti – Tristezza
Vorrei cancellare molte cose dalla mia mente, invece riesco solo a renderle meno presenti ma sempre vive e dolorose.
Vorrei cancellare molte cose dalla mia mente, invece riesco solo a renderle meno presenti ma sempre vive e dolorose.
Gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante.
Il suono della fine…? Un silenzio assordante che strazia l’animo.
Non temere la solitudine, è un fiore da coltivare e al momento giusto sa donarti i frutti.
Non pentirti di ciò che hai fatto se, quando lo hai fatto, era ciò che volevi fare, nel bene e nel male la vita è tua e sei tu che decidi come viverla.
La vuoi una vita serena? Inizia a guardarti alle spalle, a non affezionarti, a non credere alle belle parole, fatti i cavoli tuoi sempre e non raccontare i tuoi, ormai se vuoi vivere bene devi imparare che è meglio rimanere in disparte piuttosto che in mezzo alla massa.
Cosi svanì nel vento dei ricordi quel bacio rubato. Il primo bacio alla donna che aprì alle mie labbra la strada dell’amore! Labbra vergini incontaminate pure da ogni contatto, il suo cuore le aveva svegliate da un lungo letargo! Così fu quel cammino. Iniziato e mai finito! Così svanì per sempre quel bacio lasciando le mie labbra orfane, prive e addormentate nel dolore di nuovo chiuse nel bozzolo della speranza, lei non c’era più maledetto fato a rendere vuoto il mio cuore ed il suo rapito dai cieli!