Imma Massa – Vita
Non è vero che bisogna andare dove ci porta il cuore, bisogna andare dove abbiamo la volontà di restare per non andare più via.
Non è vero che bisogna andare dove ci porta il cuore, bisogna andare dove abbiamo la volontà di restare per non andare più via.
E quando la luna risplenderà il suo ultimo raggioe la notte urlerà il suo ultimo gridonoi dormiremo per sempre,avvolti nella malinconia di quella vitamai vissuta abbastanza.
La vita ha milioni di colori, e un’infinità di sfumature. Non fermarti al grigio, punta al livello massimo di colori… Tutto risiede li, amore, amicizia, dolcezza, tenerezza, tranquillità, gioia, felicità, desiderio, sofferenza anche. Goditi il tempo che ti è stato concesso, arriverà il giorno in cui il tuo unico desiderio sarà avere un po’ più, di quel tempo.
Ciò che ci riporta nel vortice della quotidianità è il battito impassibile del nostro cuore.
C’è chi nasce già con la fortuna di avere tutto e chi, senza saperlo, vive la vita con umiltà, chi viene al mondo già in riserva. Ma che tu abbia fortuna o meno, non importa, quello che conta è andare sempre al massimo, andare dritto per la strada che ti porta fino all’ultima fermata, chiamata vita migliore.
Non riusciamo mai a fare dei discorsi perfetti o a esprimerci mentre siamo con le persone e chissà perche quando siamo soli con noi stessi facciamo discorsi da oscar.
Due parole. Giusto per uscire da un casino e infilarsi in un altro. Due parole, tipo “Ti amo”, dette controvoglia alla persona sbagliata o alla persona giusta che in quel momento non ne ha voglia. Due parole che possono pesare come due macigni rotti di cui ci si dimentica l’inevitabilità dei conseguenti sassolini. Due parole, le giuste due. Quelle che chiudono un discorso che non avrebbe meritato di essere stato aperto. Due parole per prendere le distanze dalle circostanze. Due parole per uscire da un tamponamento a catena, appiedato, e guarda un po’, solo sulle tue gambe. Il problema è che quelle due parole non escono mai al momento giusto. Ti tempestano i rimorsi e i rimpianti perché non sono state tempestive. Si ricomincia, signori, con poca sintesi e molta enfasi quando le due parole si moltiplicano. A questo punto, giustappunto, è meglio andare a capo. A capo di una situazione imbizzarrita ma non imbrigliabile. A capo e sul dorso di una vita che si rivela un cavallo di razza tanto più è incrociata. Un cavallo a un crocevia. Questa è la soluzione. Un cavallo piazzato improvvisamente spiazzato da tutte quelle croci che se ne vanno via. Due parole: “Vado via”. Mi correggo: “Forse torno”.