Ingrid Betancourt – Religione
Forse era una prigionia necessaria. Essa mi ha permesso di capire chi è Dio, di stabilire una relazione con lui, con molta ammirazione, molto amore ma – soprattutto – comprendendo chi è, attraverso la sua parola.
Forse era una prigionia necessaria. Essa mi ha permesso di capire chi è Dio, di stabilire una relazione con lui, con molta ammirazione, molto amore ma – soprattutto – comprendendo chi è, attraverso la sua parola.
Quando le fantasie della religione e la loro perversione affine toccano le pulsioni dell’inconscio, il mostruoso non è distante.
La religione che piace a DioNon sapete il digiuno che preferisco?Desistere dalle inique trame,sciogliere i vincoli del giogo, mandare liberi gli oppressi,spezzare ogni giogo,dividere il tuo pane con l’affamato,ospitare il misero senza ricovero,vedere uno ignudo e vestirlo,e non sottrarsi davanti al tuo fratello bisognoso.Allora la tua luce spunterà come l’aurorae le tue ferite ben presto guariranno,la tua giustizia ti camminerà davantie dietro a te la gloria del Signore.
Dio perdona. Io di più.Per esempio mi son battuto per il parto indolore.
Un’autentica fede non si sente mai minacciata dall’esterno, né ha bisogno di combattere visioni opposte. In caso contrario non è altro che una fede traballante, capricciosa, modaiola, senza effettive basi spirituali; egoistica, militante, da appartenenza politica o da squadra di calcio, che alla prima contraddizione o al primo attacco si sente offesa e si scaglia sul “nemico” con la bava alla bocca.
Dico dunque che questa proposizione, “Dio esiste”, è in sé stessa e di per sé evidente, perché il predicato s’identifica col soggetto; Dio infatti è il suo essere: ma siccome noi ignoriamo l’essenza di Dio, per noi non è evidente, ma necessita di essere dimostrata per mezzo di quelle cose che sono a noi più note, […] cioè mediante gli effetti.
Di fronte a Dio siamo tutti uguali. In terra però, al suo cospetto poi ognuno salda il suo debito.