Ingrid Rivi – Abbandonare
Voltati, rassegnati, fuggi via con meanimalascia i tuoi torpori cessinoe l’amarezza ai sognivivi il presente come netteredi un fiore appena nato.
Voltati, rassegnati, fuggi via con meanimalascia i tuoi torpori cessinoe l’amarezza ai sognivivi il presente come netteredi un fiore appena nato.
Abbandonare. Fare un piacere a qualcuno, liberandolo della vostra presenza.
La vita ha meno sapore da quando non ci sei più tu, non dico non sia bella, dico solo che se fosse una minestra sarebbe insipida, se fosse una giornata di primavera nuvolosa e se fosse una colomba avrebbe un’ala rotta.Può mancare il sale, può oscurarsi il sole, ciò che si rompe si aggiusta, peccato solo che tu non possa tornare.
Ciclicamente. Abbandonarsi. Osservare dall’orlo del burrone il nostro volo fallito. Ciclicamente ascendere. Su nuovi cieli, su altre nubi, sotto altri soli. Sentire sciogliersi le grandi ali faticose e stanche. Un altro battito, un ultimo salto. Nel vuoto ancora. E vuoti morire.
La vita ha meno sapore da quando non ci sei più tu, non dico non…
Mi abbandono ai miei pensieri.Poi guardo la bottiglia di vino. Apro.Bevo per non sentire niente mentre mi scorrono le lacrime.Dopo qualche bicchiere mi dico: “Questo e basta”.Ma è difficile fermarmi…Il vino mi riscalda dentro.
Ora che non ho alternative, la scelta di farla finita illumina i miei pensieri, ma sarebbe un atteggiamento da puro perdente.