Irene Campisi – Tempi Moderni
Che cos’è la normalità se non un’onvezione dell’uomo che ci omologa tutti?
Che cos’è la normalità se non un’onvezione dell’uomo che ci omologa tutti?
Il punto debole di quest’era è che tutti si sentono in dovere di divulgare qualcosa, anche chi non ha nulla da comunicare.
La gente non ha ancora capito che per sfogarsi esistono gli amici, non gli stati di facebook.
È un’epoca la nostra dove le leggi sono fatte e poi distrutte e di fronte ad esse siamo tutti uguali, quindi fatti e distrutti da chi fa le stesse leggi.
L’uomo moderno ha la coscienza di “prodotto-sociale”. L’incompletezza biologica rimane istintiva e demograficamente senza senso di “appartenenza”, perché la nostra posizione nella società, basata sul consumo, si disinteressa della nostra origine e si basa solo sul “quanto-guadagno”.
Sembra che, ormai, tutto debba ridursi al sesso, come se fosse l’unica cosa che conta veramente in questa vita. Certi occhi, certe orecchie e molte menti, sono pieni di malizia. Tizio mi ha chiesto di uscire insieme, è ovvio che vuole provarci con me. Sempronio mi ha proposto un caffè a casa sua, dunque desidera trombarmi. Trovare persone i cui argomenti non siano c’entrati solo ed esclusivamente sul rapporto fisico, oggi non è affare da poco.
I meccanismi fragili della vita sono quelli in cui tutto funziona al contrario: quando un uomo ama una donna che lo usa, quando una donna ama un uomo che la tradisce, quando chi è generoso viene sottomesso, quando chi dice la verità viene isolato. È quello che succede oggi.Ci hanno manipolato le emozioni, sono entrati dentro di noi scambiando le polarità del nostro cuore, facendoci credere che dobbiamo soffrire per essere felici. No. Bisogna che tutto torni al proprio posto, bisogna guarire dall’autolesionismo, dal sadismo e tutto ciò che crea tensione dentro, accartocciando i sensi.Accettiamo che, palesemente, solo situazioni limpide e oneste ci possono guidare verso la pace.Concediamoci di amarci, con coraggio e senza più prendere in giro il tempo.