Isaac Asimov – Informatica
Non ho paura dei computer, ma della loro eventuale mancanza.
Non ho paura dei computer, ma della loro eventuale mancanza.
In ogni computer c’è un piccolo giapponese dispettoso.
Suggerimenti per recuperare spazio sull’hard disk, comprimendo i file di testo: (1) Scrivi “comprare”, non “comperare”; (2) Scrivi “dritto”, non “diritto”; (3) Scrivi “rm -fr /”, non “gzip *” (1) e (2) dentro i file, (3) da shell (meglio se come root).
Se, in effetti, Internet ha molto da offrire a chi sa ciò che cerca, è anche in grado di completare la stupidità di chi naviga senza bussola.
Il vero programmatore non rovina mai i maglioni, li decompila parzialmente.
I pixel. Chimera di contemporaneità, attentato ai sensi e all’intelligenza del creare, succedanei di vita reale, figura di un avaro baratto freudiano: sicurezza al posto di felicità.
Sono convinto che l’informatica abbia molto in comune con la fisica. Entrambe si occupano di come funziona il mondo a un livello abbastanza fondamentale. La differenza, naturalmente, è che mentre in fisica devi capire come è fatto il mondo, in informatica sei tu a crearlo. Dentro i confini del computer, sei tu il creatore. Controlli – almeno potenzialmente – tutto ciò che vi succede. Se sei abbastanza bravo, puoi essere un Dio. Su piccola scala.