Ivy Compton Burnett – Uomini & Donne
Non credo che esista una donna come le altre. Forse non ci sono le altre. Oppure sono così poche che non contano.
Non credo che esista una donna come le altre. Forse non ci sono le altre. Oppure sono così poche che non contano.
Leggo stati di pseudouomini che dicono: io affronto tutto, io dico le cose in faccia, io non mi sono mai nascosto. Beh, parliamone, prima della tua faccia si vede sempre la gonna di una donna.
Spesso noi donne ci lasciamo trascinare troppo da un’emozione. Da quelle sensazioni che ci invadono anima, mente e cuore. Viviamo di istinto e di sentimenti. Ed ascoltiamo troppo poco quel sesto senso che invece ci urla dentro, avvisandoci che qualcosa non va. Ma prese da quello che sente il cuore finiamo sempre perdargli ascolto troppo tardi.
Amo quest’uomo. Amo la sua passione, l’effetto che ho su di lui. Amo il fatto che abbia compiuto un viaggio così lungo per vedermi. Amo essere importante per lui, e lo sono. È una scoperta così inattesa, così confortante. Lui è mio, e io sono sua.
Giulia era diventata così per colpa mia. Quando l’avevo conosciuta era allegra, spensierata e sempre pronta a scherzare, mentre adesso era nervosa, irritabile e negativa e sapevo che ero io ad averla contagiata, esponendola a emissioni di follia sempre più intense che, alla fine, me l’avevano trasformata.
Meglio essere cornuto che vedovo. Ci sono meno formalità.
Certe donne si accontentano di essere desiderabili. Io pretendo di essere me stessa.