J.R.R. Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien) – Libri
Ho obliato molte cose che credevo di sapere, e appreso molte altre che avevo obliate. Riesco a vedere cose assai lontane, e molte altre, vicine, sfuggono alla mia vista.
Ho obliato molte cose che credevo di sapere, e appreso molte altre che avevo obliate. Riesco a vedere cose assai lontane, e molte altre, vicine, sfuggono alla mia vista.
Che sollievo. Il sollievo dell’armatura che scopre dentro di sé un cavaliere ancora vivo.
Visibilmente inquieto per l’assenza dell’oggetto della sua infatuazione unidirezionale.
Ma ciò che a Laila bruciava, era che la mamma non si era guadagnata il diritto di avere ragione. Sarebbe stata una cosa diversa se fosse stato Babi a sollevare il problema. Tutti quegli anni lontana, rinchiusa nella sua stanza, senza curarsi mai di dove sua figlia andasse, chi incontrasse e cosa pensasse… Era ingiusto. Sentiva di non valere molto di più di tutte quelle pentole e padelle, di essere qualcosa che poteva essere ignorato e su cui poi, capricciosamente, vantare di nuovo dei diritti, a seconda dell’umore.
Gli rivolgo uno sguardo astioso, come se fosse lui il responsabile, come se fosse colpa sua. Ma quando i nostri occhi si incontrano torno prigioniera del suo incantesimo, uno stupido pezzo di acciaio inerme attratto dalla sua irresistibile calamita.
“La compassione non è debolezza.” “Soltanto coloro che ne sono privi la pensano altrimenti.”
– E perchè non credere allora?- Beh, non è così facile. Dovrei avere fede, accettare i miracoli, l’immacolata concezione, l’intervento divino… E poi ci sono le scritture: la Bibbia, il Corano, i testi sacri buddhisti…Contengono regole e punizioni molto simili e sostengono tutti, in un modo o nell’altro, che chi non si attiene alle regole andrà all’inferno. Io non riesco ad immaginare un Dio che si comporti così.