Jacqueline Miu – Paura & Coraggio
Scrivere è un atto di coraggio, leggere è un atto d’amore e divulgare è un atto di fede.
Scrivere è un atto di coraggio, leggere è un atto d’amore e divulgare è un atto di fede.
La paura più grande che si possa avere è pensare di non avere coraggio, perché tutti ce l’hanno solo che alcuni non riescono a tirarlo fuori.
La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.
Non posso sopportare nemmeno per un istante di vedere un cane o, se per questo, nessun altro essere vivente, subire impotente la tortura di una morte lenta. […] Se il mio cucciolo dovesse essere attaccato dalla rabbia e non ci fosse rimedio che desse speranza di alleviare la sua sofferenza, mi sentirei in dovere di togliergli la vita.
La gente non si stanca di fare del male e nonostante tutto trova anche il coraggio di parlare!
Prima avevo paura del tuo giudizio su di me, ora ho paura del mio giudizio su di te.
La paura è di tutti… il coraggio è di pochi.