James Arthur Baldwin – Vita
È un brutto scoprire, all’età di cinque o sei anni, che in un mondo di Gary Cooper tu sei l’indiano.
È un brutto scoprire, all’età di cinque o sei anni, che in un mondo di Gary Cooper tu sei l’indiano.
Come un novello Don Chisciotte combatto contro i miei invisibili nemici, solo, senza neppure l’aiuto di Sancho Panza ne di una Dulcinea cui dedicare le mie gesta.
Da vecchia sarò quella con la voce più forte nel coro della chiesa.
Come la vita si sviluppa con terrore, anche la sua letteratura si sviluppa con terrore.
È unica e speciale. Ognuno di noi deve viverla al meglio, non bisogna mai mollare anche quando sembra che si stia per affogare in un mare incontenibile, o quando non si riescono a realizzare i sogni. Bisogna lottare a denti stretti, perché la vita non ci deluderà mai e se dimostriamo di credere nel suo magnifico potere, ci darà la seconda possibilità.
La vita è un valore assoluto. Alcuni ne difendono il senso, altri ne dimenticano il significato.
Il libro della mia vita lo intitolerei: “la grande forza”. Un libro fatto di dolore e di esperienze. Capitoli tracimati di lacrime, naufragate nelle delusioni e nelle ferite che la strada mi ha inflitto. Immagini raffiguranti attimi che non potrò mai dimenticare, piccoli momenti di gioia e di verità. Parole scritte in grassetto riportanti il nome delle persone più care e che amo e mi hanno amata di più. Ne ho scritto solo metà, e sono fiera del suo risultato. Malgrado gli intoppi, i malumori e le cadute, scorre benissimo. Ma per la seconda metà di questo capolavoro voglio un finale da urlo con tanto di rivincite, giustizia e fuochi d’artificio sullo scoccare del the end!