Jean de La Bruyére – Libri
Fare libri è un lavoro da professionisti, come fare orologi.
Fare libri è un lavoro da professionisti, come fare orologi.
Odio il pensiero di dovermene andare, ma nutro una speranza per il futuro. Vedi, credo che noi fossimo destinati a incontrarci. C’è una ragione per ogni cosa, mi hai detto e, sebbene ora per me questo sia un mistero, so che non lo rimarrà per sempre.Un giorno staremo insieme. Lo credo con tutto il cuore. Fino ad allora, voglio che tu vada a caccia di sogni. Voglio che ti fidi del tuo cuore. Voglio che tu viva con amore. E quando sarai pronto, vieni a cercarmi. Io ti aspetterò.Con tutto il mio amore, Tess.
È importante che di tanto in tanto, o anche spesso, i libri ci deprimano, i film ci mettano alla prova, i dipinti ci lascino scioccati e magari la musica ci lasci interdetti. Ma è proprio necessario che lo facciano sempre? Ogni tanto non possono consolarci, sollevarci, ispirarci, commuoverci e rallegrarci? Per favore! Solo ogni tanto, quando abbiamo avuto una giornata proprio di merda.
Appartenevo a una bella razza di chirurghi, io. Espulso con infamia. Da ridere, a ben pensarci. Lo fanno tutti ma appena ne beccano uno con le mani nel sacco, vibrano d’indignazione. Il Secondo Giuramento di Ippocrate e Ipocrita. Dalle mie avventure ospedaliere (secondo il Giuramento di Ippocrate, il medico d’ospedale dovrebbe essere ufficiale e gentiluomo, ma non credeteci) avevo ricavato abbastanza per aprire uno studio privato in Park Avenue… […]Comunque, conoscevo alcune delle persone giuste. Giocai le mie carte. Ne gettai un paio in pasto ai lupi. Nessuno che mi fosse simpatico, però. Quelli che vendetti ai federali erano tutti dei gran figli di puttana.Cristo, che fame.
E anche se probabilmente ho visto il tuo lato peggiore, i tuoi difetti… hai preso il mio cuore e volevo lo sapessi. Volevo che conoscessi chi sono davvero.
Una frase sola è netta e bella. Già la successiva le toglie qualcosa.
Una delle tante insidie dell’infanzia è che non è necessario capire per soffrire.