Jean-Paul Malfatti – Dillo in sei parole
Scrivo per non morire ancora vivo.
Scrivo per non morire ancora vivo.
Penso di aver dato già troppo.
L’urlo è il primo passo verso una rivoluzione.
Alla vigilia di uno dei miei compleanni sognai il mio decesso, ma, non so perché, mi svegliai nel momento dell’ultimo sospiro. Magari non fu un sogno. Forse, invece, fu uno dei tanti errori commessi dalla Signora Morte, oppure semplicemente non era ancora arrivata la mia ora.
La notte è l’amante del giorno.
Ma che Maya scrivo a fare!
Se io fossi un libro non avrei né titolo né prefazione né, tantomeno, nome dell’autore. Così magari chissà certi lettori e compagni di penna la smetterebbero di giudicarmi senza conoscermi del tutto o di criticare negativamente le mie opere senza averle mai lette, oppure per averle lette male o solo a metà, sia per mero pregiudizio o roba simile.