Jean-Paul Malfatti – Poesia
L’essere o sentirsi poeta è anche piangere la tristezza dietro il sorriso della penna.
L’essere o sentirsi poeta è anche piangere la tristezza dietro il sorriso della penna.
Sentite sentinelle, se vi va di continuare a leggere (o far finta di leggere) libri, libretti e libricini “in piedi” per tutte le piazze d’Italia, andate avanti e continuate a farlo fino a non saper più come sedere. Ma mi raccomando, non fate del vostro abituale silenzio cinico e provocatorio una arma “pseudo-pacifica” per soffocare la voce di chi non la pensa come voi. Non ce la farete, neanche nei vostri assurdi e chimerici sogni quotidiani.
In questo vecchio e pazzo pianeta chiamato Terra, noi, detti pazzi o sognatori, dobbiamo, almeno a volte, vivere nello stupefacente e pazzesco mondo magico pieno di sogni e fantasie che c’è dentro ognuno di noi. Un mondo, questo, che non ci permette di vivere senza un minimo di fede e di speranza per giorni migliori.
Nelle vie luminose, nelle alte case battute dal sole, dal vento e dal riflesso del mare, tutto era luce, gioia, poesia.
La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.
Può accadere che d’improvviso mi arrivi una chiamata in piena notte, uno squillo da molto molto lontano, dal passato, o dal futuro. Allora mi sveglio, alzo la cornetta e rispondo con una poesia.
Quando il ricordo di una risata ti riporta indietro; quando il pensiero di una carezza ti stringe il cuore; quando il profumo dell’aria ha gli occhi di chi non è lì e tutto ciò che hai intorno si trasforma nell’immagine dello stesso volto… non serviranno parole per spiegare quello che succede!