Jean-Paul Malfatti – Religione
La religione è un male necessario che può essere anche un bene, ma il suo obbligo ereditario o indotto molto spesso fa più male che bene.
La religione è un male necessario che può essere anche un bene, ma il suo obbligo ereditario o indotto molto spesso fa più male che bene.
Senza la mia altra metà, non mi rimarrebbe altro che morire pian piano nella quiete di un’improvvisa ed invadente solitudine.
Non conta in chi credi, ma perché lo fai.
Se Cristo domani batterà alla vostra porta, Lo riconoscerete?Sarà, come una volta, un uomo povero, certamente un uomo solo.Sarà senza dubbio un operaio,forse un disoccupato,e anche, se lo sciopero è giusto, uno scioperante.O meglio ancora tenterà di piazzare delle polizze d’assicurazioneo degli aspirapolvere…Salirà scale su scale, senza mai finire,si arresterà senza fine sui ballatoi,con un sorriso meravigliososul suo volto triste…Ma la vostra porta è così arcigna.E poi nessuno scorge il sorrisodelle persone che non vuol ricevere.Oppure la minuscola governante ripeterà, come una lezione:”La signora ha i suoi poveri”.E sbatterà la portain faccia al poveroche è il Signore…O se gli si chiede:”Cosa sai fare?”non può rispondere: tutto.”Donde vieni?”non può rispondere: da ogni dove.”Cosa pretendi di guadagnare?”non può rispondere: voi.Allora se ne andràpiù abbattuto, più annientato,con la Pace nelle Sue mani nude”.
Ed alla fine, ognuno a modo suo e secondo il proprio punto di vista, bene o male siamo tutti più o meno credenti. È inevitabile, fa parte della natura umana. E lo stesso vale pure per gli atei o cosiddetti tali, giacché anche il non credere è, alla sua maniera, una credenza.
Perché Dio dovrebbe incavolarsi a morte con chi dice che uno più uno fa due. E che se cambia il risultato distrugge il Mondo e il suo regno, crollati nella negazione della materia e dello spirito. E che il rapimento e la macellazione per aggiungere doppio splendore all’universo lo consuma nel nulla, insieme a tutte le cose. E che dovrà in quel caso ammazzare ogni bellezza per sostenerlo prima del crollo definitivo, spenta l’ultima candela. E che… beh si, forse ha ragione a imbestialirsi.
Alcuni terribili versetti del Deuteronomio ci ammoniscono a non perdere la consapevolezza della nostra dignità di essere liberi pena il ritorno all’Egitto nella più dura delle condizioni. Il ritorno in Egitto è sempre in agguato, non bisogna farsi illusioni. La schiavitù che quel luogo rappresenta non è solo quella dura che vediamo rappresentata nel film di genere, essa è anche l’asservimento alle seduzioni del potere e del denaro.