Jean-Paul Malfatti – Vita
Basta, fermati, smettila! Né tu né il tuo Dio né il tuo diavolo ce la farete a trasformarmi in ciò che non sono mai stato e che non vorrei mai essere.
Basta, fermati, smettila! Né tu né il tuo Dio né il tuo diavolo ce la farete a trasformarmi in ciò che non sono mai stato e che non vorrei mai essere.
È normale avere paura di essere o diventare “normale”.
La vita è anche non darsi per perduti, ma sapersi reinventare pur rimanendo sempre se stessi.
Quando accade una disgrazia non dobbiamo reagire con rabbia davanti al nostro cielo che si è oscurato. Se ci inchiniamo alla sofferenza senza fare opposizione, se diventiamo noi stessi sofferenza conosceremo meglio la vita e nuove regioni di cielo azzurro.
Si passa la vita a dire addio a coloro che se ne vanno, fino al giorno in cui si dice addio a coloro che restano.
La vita è così breve, vivi ogni attimo al massimo.
La vita reale è piena di falsi indizi e di indicazioni che non conducono da nessuna parte. Con sforzo infinito ci prepariamo a una crisi che non arriva mai. La carriera di gran successo deve far mostra di uno spreco di energia che avrebbe potuto smuovere montagne e il più grande insuccesso non è quello dell’uomo che viene colto impreparato, ma di colui che si è preparato e non ha mai avuto l’occasione. Su una tragedia di questo genere, la nostra morale nazionale è puntualmente unita. Presuppone che la preparazione contro il pericolo sia in se stessa un bene e che agli uomini, come alle nazioni, sia di vantaggio avanzare nella vita completamente armati. La tragedia dell’essere preparati non è stata ben trattata, salvo che dai Greci. La vita è veramente pericolosa, ma non nel modo in cui la moralità vuole che noi riteniamo. È davvero ingovernabile, ma la sua essenza non è una battaglia. È ingovernabile perché è romanzesca e la sua essenza è la bellezza romantica.