Jean-Paul Sartre – Religione
Una società educata crede in Dio, così che non ha bisogno di parlare di Lui.
Una società educata crede in Dio, così che non ha bisogno di parlare di Lui.
Trovo ridicolmente tragico che le discordie religiose non hanno origine dalla diatriba sull’esistenza di Dio, ma su quella che è la sua immagine ai nostri occhi.
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
Oggi, nel ventunesimo secolo l’uomo pensa di essere superpotente, che non è più grande di lui al di là, pensa che dopo la vita avrà un altra vita dove può decidere quello che vuole diventare o fare, cioè essere lui come Dio, ma era sbagliato, sbaglia e sbaglierà. Dio è superpotente, non è nessuno più potente, lui non aveva figli, non ne ha e non avrà neanche, dice. Dio stesso non è sposato, è puro!von non volete capire, morirete, tutti moriranno, sia il ricco che il povero, sia uomo che donna, sia re che regina, sia re che suo popolo, e tutti gli animali, tutta l’anima morirà, ma resisteva, resiste e resisterà Dio. Amate e rispettate Dio e Dio vi amerà. Dio è puro.
È il processo della manifestazione universale: tutto ha origine dall’unità e all’unità ritorna; nell’intervallo si produce la dualità, divisione o differenziazione da cui risulta la fase dell’esistenza manifesta. L’ordine appare solo se ci si eleva al di sopra della molteplicità, si smette di considerare ogni cosa isolatamente e “distintamente”, per contemplare tutte le cose nell’unità. La “grande guerra santa” è la lotta dell’uomo contro i nemici che egli ha in se stesso, vale a dire contro tutti gli elementi che, in lui, si oppongono all’ordine e all’unità.
Se Dio fosse buono e non fosse severo, tutti disprezzerebbero la sua bontà; se fosse soltanto severo senza essere buono, i nostri peccati ci condurrebbero alla rovina.
La troppa religiosità può essere un primo passo verso il fanatismo. Ed il fanatismo è una cosa odiosa e pericolosa!