Joan Lunden – Stati d’Animo
Restare attaccati alla rabbia provoca soltanto muscoli in tensione.
Restare attaccati alla rabbia provoca soltanto muscoli in tensione.
Ci sono momenti in cui la pelle si assottiglia e sento di vibrare ad ogni respiro. L’anima sale in superficie, faccio fatica a contenerla, chiede solo di poter tracimare. Brulico di pensieri, di vita, di emozioni. Ma in questi momenti mi sento troppo fragile per lasciarli andare. Troppo esposta. Troppo indifesa. Troppo di tante cose. Mi sfioro le labbra e chiedo perdono a quelle parole che ho paura di dire, perdono per lasciarle ancora lì, sospese in un limbo che non è morte, ma ancora non è nemmeno vita.
La ragione per cui tutti noi amiamo parlare così bene di noi stessi è che abbiamo timore di noi stessi. La base dell’ottimismo è il terrore puro.
Le cose non diventano mai brutte abbastanza da non ricordarsi che forse non sono state mai così belle.
In ogni sguardo c’è un lungo discorso.
Voci sento nella mia testa… le voci della mia fantasia.
Io fatta di sorrisi e di sguardi. Io complice di me stessa, legata a quella forza che mi tiene in piedi anche quando vorrei arrendermi e piangere. Io che so cosa ho dentro e quanto ho da dare. Io che piango sempre da sola e da sola ritrovo la forza, io che adesso ho bisogno di piangere tra le braccia di qualcuno; di essere consolata, coccolata e capita. Io che ho bisogno di qualcuno che mi dica: “Non sono più sola”!