Joe Martini – Morte
La morte, non è che l’ultima banalità della vita.
La morte, non è che l’ultima banalità della vita.
Como un testamento espiritual.De verdad estamos en las manos de Dios sin conocer lo que el ha dispuesto para nosotros. Para ese lunes habiamos establecido una partida de futball, llegan los chicos y comenzamos a calentar para iniciar el ano con la partida y poder establecer una cita semanal para el futball con los chicos adultos.Un chico de 26 anos, Raffaele, que estaba detras de mi cae en el piso sin lamentarse.Entedì que algo sucedia, corrimos hacia el sin poder hacer nada.Todos le hermanos de comunidad en el hospital recibieron contemporaneamente la noticia de la muerte y todos allì mostraron que un hermano no se abandona ni aunque este muerte.Tenia una profunda contradiccion, alegria interior porque Raffaele me habia contdo algunos minutos antes de lo sucedido en el campo, que el gozo probado en Madrid, en el encuentro co el Papa, fue unico y un regalo asì lo habria custodiado dentro de si para siempre, no me dijo mas nada, me emociona todavia recordar esta palabra porque en el fondo, en Madrid co el Papa, recibio la palabra que lo tenia que preparar para el incuentro definitivo con Cristo del lunes pasado, pero a la vez de sentir alegria, sentia tambien una profunda tristeza y toda esta tristeza estaba motivada por los pecados de mi vida.Ademos dentro de mi en estos dias, siento una ganas de ir yo tambien, de ir a partecipar de la misma alegria de la que hoy goza, un sacrificio tan grande no puede quedar sin frutos.Siento ademas que mi vida, en estos dias, ha cambiado y quel el Senor no se ahorra estretegias para salvarme, esta empenandose conmigo de una manera sobrehumana, come lo sabe hacer solo el.Me decia ayer, cuantas personas tendran todavia que ser sacrificadas para que James pueda convertirse y abrir los ojos para contemplar el amor de Dios.Espero que ni una mas, espero ser el proximo, es io, lo deseo.Un abrazo.
I morti non si ricordano solo oggi, ma si ha un pensiero per loro tutti e 365 giorni dell’anno.
Morto io, morto il mondo.
E finisce tutto cosìin un semplice batter di cigliaesalando l’ultimo respiroimprovvisamente il cuore batte all’impazzatatutto diventa bianco e neroun sibilo assordante riempie le orecchiepenetra fino al cervelloun formicolio s’impossessa degli artiun senso di immobilità pervade il corpo interointorno e dentro me la pace si diffondeunico ed ultimo contatto con il mondo esterno: gli occhi!Cominciano a roteare, circospetti…catturano ogni singolo particolarepronti a socchiudersi per sempreuna miriade di ricordi si aggrovigliano nella mente:colorati, vivi!I volti delle persone scorrono come titoli di coda di un film,il mio film, la mia vita!Cala il sipariolo schermo si annerisce.Fine.
La morte; cos’è la morte?Un’angoscia per alcuni, un tormento per altri, l’incontro con Dio per i più, l’inutilità del nostro passaggio, troppo breve, per i rimanenti…La morte; non è forse il più grande degli appuntamenti a cui l’uomo è chiamato?Venire al mondo e morire; due modi che trovano tante congiunture: il bianco e il nero, il sole e la notte, il bene ed il male… non sono queste somiglianze della vita che ci fanno capire che facciamo parte di questa grande “giostra” dove ognuno ricopre un ruolo ben preciso?Perché angosciarci, patire, soffrire, trovare disperazione da ciò che è l’elemento più naturale nello stesso modo in cui veniamo al mondo?La morte nient’altro è che la somma delle somme del calcolo che si è compiuto durante il percorso di ognuno: la vita.La morte & la vita; la vita & la morte: stessa natura, essenza, emozione nate dalla condizione dell’alternarsi dell’una e dell’altra.Impariamo ad accettare la morte come accettiamo la vita in qualunque modo ella si presenti poiché, non potendo rispondere al più grande mistero dell’umanità, mi accontento di amare la vita come la morte essendo l’una conseguenza dell’altra e prodotto di un’energia finale che conduce verso quella condizione esattamente uguale a quando non si è ancora venuti al mondo; “il mistero dei misteri”, “il ritorno alla sublimazione del nulla”.Impariamo dalla morte; aiuta a vivere la vita che ci è stata concessa.
Nessun colpo sarà mortale sei hai deciso di vivere. Nessuno.