Joe Martini – Sogno
Un sogno, tenuto troppo dentro, ristagna e marcisce. Con la conseguente origine di un sogno malato, che non ha nulla in sé, se non il rimpianto di vederlo concluso nel modo più triste.
Un sogno, tenuto troppo dentro, ristagna e marcisce. Con la conseguente origine di un sogno malato, che non ha nulla in sé, se non il rimpianto di vederlo concluso nel modo più triste.
Puntualmente, la vita ci ricorda quanto sia inutile vivere proiettati nel futuro, idealizzando, progettando e pianificando ciò che non esiste. Eppure io, imperterrito, continuo a farlo. Ma smettere di immaginare un domani, non significa automaticamente cessare di investire sul proprio presente? Se è così, preferisco illudermi, deludermi e soffrire, ma continuare a sognare.
L’immaginazione non è altro che il frutto della nostra memoria.
I sogni ci scelgono, sono momenti rubati della vita, che dobbiamo coltivare e crescere per realizzarli. Chissà, sono una indicazione circa la direzione da prendere, forse il giusto verso cui soffia il vento, forse per misurare la nostra capacità di scoprire ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
Chissà forse un giorno mi sveglierò Guarderò lo specchio Della vita e mi dirò sorridendo… Era tutto uno stupido incubo!
È arrivata la notte. Lei complice perfetta per i nostri sogni, lei dolce compagna per le nostre fantasie, lei che ci fa pensare a tante cose, lei che ci fa sorridere o anche scendere qualche lacrima, lei che ci fa sentire vicino chi è lontano o ci fa abbracciare chi abbiamo affianco.
Non voglio essere forte, se ad esserlo, il caso mi pone la fragilità. Ed esserlo, lo si è senza prove, senza testimonianze.