Joe Martini – Stati d’Animo
Non voglio essere forte, se ad esserlo, il caso mi pone la fragilità. Ed esserlo, lo si è senza prove, senza testimonianze.
Non voglio essere forte, se ad esserlo, il caso mi pone la fragilità. Ed esserlo, lo si è senza prove, senza testimonianze.
Eravamo roccia, che non si sgretolava nemmeno sotto la peggiore tempesta. Oggi siamo foglie trasportate dal vento del momento. In balia di quel tifone chiamato “Falsità”. Eravamo persone, oggi spesso siamo solo qualcosa da usare, un pensiero o una necessità del momento. Restare roccia in questi casi a lungo andare è impossibile. Ecco che si diventa roccia “apparente” fuori e fragili foglie in balia delle paure dentro.
Nella vita raccoglierai ogni semino hai coltivato, non si tratta di seminare sempre bene, si tratta solo di seminare in modo autentico e profondo, tutto ciò che nasce dalla profondità porta con sé la forza e l’energia che regna nel nostro interiore.
La sofferenza c’insegna sia la felicità che la tristezza: è una lacrima che – nel rigare il volto – ci ricorda che siamo vita (chi siamo).
Le piccole gioie, non quelle grandi, ci servono da sollievo e da conforto quotidiano.
Libera di essere, libera di fare, libera di scoprire dove voglio arrivare.
Mi dicono che sono forte, che so camminare da sola. Mi dicono che sono speciale e una persona su cui si può contare. Ma quante di queste persone poi prima di ferirmi hanno anche valutato che dietro questa mia forza può esserci una persona che comunque soffre come le altre? Non è detto che perché io mi rimbocco le maniche e non mi lascio atterrare dalle delusioni io non soffra. Molte persone dovrebbero ricordarselo prima di agire e di parlare.