John Penberthy – Libri
Il potere della mente consiste nel cogliere le differenze, quello del cuore nel cogliere le similitudini.
Il potere della mente consiste nel cogliere le differenze, quello del cuore nel cogliere le similitudini.
“Non puoi viverlo!” Gli ripete la testa e spera che, a forza di ripeterglielo, convincerà anche lui, il cuore.Ma lui no, fa finta di non capire.”Perché non posso?” Chiede lui, il cuore.”Perché non hai tempo, hai altro a cui pensare” […]No, il cuore non pensa, però ascolta. Gli sembrano buone le motivazioni e si piega agli ordini della testa.
È molto attento. Ho dimenticato cosa voglia dire avere qualcuno che mi guarda in questo modo.
La sofferenza di Damon stava diventando la sofferenza di Elena, mentre lei lo liberava da ogni evento doloroso, ogni tragedia, ogni crudeltà che nel tempo avevano formato i duri strati di indifferenza e insensibilità che imprigionavano il suo cuore.Strati, duri come la roccia del nucleo di una stella nana, che si spezzavano e volavano via. Continuamente. […] c’era qualcosa al centro, tuttavia: un nucleo più nero dell’inferno e più duro delle corna del diavolo…
I libri mi piacciono perché non strillano, sono silenziosi, eppure dicono un sacco di cose.
“Sai perché la neve e bianca? ” – sussurrò Andry, guardando lo splendido spettacolo che si stendeva di fronte a loro.”No… ma sono sicura che adesso me lo dirai… ” – rispose Stefany, sorridendo mentre guardava la scintilla di felicità nei suoi occhi. Amava quegli occhi solo quanto amava il loro proprietario.”Perché, nel tempo, ha dimenticato il suo colore… ed ora rimane lì, in attesa che qualcuno la colori nuovamente o che gli ricordi com’era in principio… ma sa già che nessuno arriverà… e allora resta così, di questo bianco luminoso… ” – continuò Andry senza distogliere lo sguardo.Stefany pensò un attimo alla profondità di quelle parole. Forse c’era molto più di quel che poteva sembrare dietro a quelle frasi. Lo capì e sorrise largamente. Iniziò a intonare un breve canto senza parole e prese a volteggiare intorno a lui per un istante, sfiorandolo con le mani. Infine, da dietro, avvicinò le labbra ad un orecchio del ragazzo.”Sai tesoro… nonostante tutto… io credo che la neve bianca sia bellissima lo stesso… ” – sussurrò dolcemente.Un sorriso, una leggera spinta, ed entrambi si ritrovarono a rotolare a terra, teneramente abbracciati in quella bianca neve che, per quei pochi minuti, si colorò d’amore.
Scrivere un libro è un po’ come partorire un figlio. Viene concepito dall’immaginazione che, dopo averti fatto la corte, insemina e lascia lievitare le tue idee. Crescono nel grembo della mente che inizia a percorrere i suoi sentieri, addentrarsi nei suoi meandri, avvertire i brividi sulla pelle e a sentirsi addosso quel profumo che ha il sapore di infinito. Solo allora puoi incidere a fuoco le tue emozioni e, dopo un travaglio interiore, donare alla luce la tua anima che ha attraversato le ferite e i piaceri della carne.