John Vanbrugh – Desiderio
Il desiderio di una cosa è abbastanza imbarazzante, ma il suo possesso è intollerabile.
Il desiderio di una cosa è abbastanza imbarazzante, ma il suo possesso è intollerabile.
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento è breve e misurato con mano avara.Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole… bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
Voglio cambiare tutto attorno a me. Voglio intravedere nuovi colori e nuove atmosfere. Voglio portare nuovi sogni e nuovi pensieri nel cuore e nella mente. Voglio vivere nuove emozioni e nuove cose. Voglio cambiare quella parte di me che per non farsi male ha chiuso le porte del cuore.
Ti voglio solo amare, e poterti avvolgere in me, fino a quando le nostre anime continueranno a desiderarsi.
Il corpo implora il ritorno all’inorganico. Nel frattempo non si nega nulla.
Le tue labbra, la mia libertà. Le tue mani, il mio tormento. Il tuo corpo, il mio appagamento. Scappa da me e spoglieremo il desiderio per vestirlo con il piacere.
Avrei voglia di non volere ciò che non mi appartiene.