Jostein Gaarder – Destino
Il destino è come un cavolfiore che cresce uguale su tutti i lati.
Il destino è come un cavolfiore che cresce uguale su tutti i lati.
Siamo legati con invisibili vincoli ai nostri timori. Siamo il burattino e il burattinaio, vittime delle nostre aspettazioni. Fili serici fan muovere braccia e gambe che ricadono flosce e inerti. Balliamo seguendo la musica delle nostre paure, corpi rattrappiti in se stessi, bambini che si nascondono fingendo di credere che sotto quel masso dietro a quell’albero non importa dove, in ogni luogo qualcosa si sottragga al nostro dominio. Siate padroni di voi, penetrate nel vostro essere per cogliere il battito della vita. Spezzate i vincoli che v’inceppano, allungate la mano per afferrare l’ignoto, avventuratevi nel buio spalancate le braccia all’abbraccio dell’aria, fatene un paio d’ali per librarvi in cielo.
E poi succedono quelle piccole cose che ti portano a Pensare che il destino c’entra eccome, che tutto il bello torna, che siamo legati al passato per entrare nel futuro.
Sto cercando di capire come il destino distribuisca le sue carte. Non è possibile che uno decida di giocare dei numeri, poi si accorga del fatto che i numeri usciti siano simili, ma non gli stessi, oppure che tu abbia una piccolissima ferita in una parte impensabile del corpo e tutte le volte qualcosa ci picchia contro, e meno male che sono ottimista.
Allorquando in una casa manca il pilastro principale i restanti possono subire prevaricazioni…
Alla fine tutti quanti siamo e restiamo soli.
Ho ambizioni superiori alla loro possibilità di realizzazione.