Julio Reyna – Anima
È curioso come sia nella felicità che nella tristezza si provi il sollievo della comprensione così come accade al mattino quando il sole riempie ogni ombra mentre il freddo danza al nostro torpore.
È curioso come sia nella felicità che nella tristezza si provi il sollievo della comprensione così come accade al mattino quando il sole riempie ogni ombra mentre il freddo danza al nostro torpore.
Ma se tutte le persone di questo mondo si sentono in qualche modo ferite da qualcuno, come è possibile che tutti abbiano la coscienza pulita?
La bufera imperversa senza alcuna pietà sulla natura, sulle cose, sugli uomini, niente di paragonabile alle bufere dell’anima, devastanti e purtroppo spesso irreparabili.
Stanotte, seguendo un ragionamento sillogistico, pensai: tu mi fai piangere, la tristezza fa piangere, quindi tu sei la tristezza… Poi pensai che anche la troppa felicità fa piangere, quindi sei la felicità, la mia felicità… Poi pensai invece che anche la cipolla fa piangere, bè li entrai in confusione e feci il sillogismo del mio ragionamento sillogistico: la tristezza fa piangere, la felicità fa piangere, quindi il pianto è dolore e gioia! Per quanto riguarda la cipolla, l’ho mangiata!
Non sono ne giada ne topazio, sono una pietra grezza come un ciottolo qualsiasi, che magari nessuno può degnare di uno sguardo. Non sono semplice io, ci vuole tempo e cura per levigarmi, non ho bisogno solo di parole dolci o di vezzi. La vera abilità è nel sapermi trattare, nel farmi tremare, con uno sguardo o con una carezza, non ho bisogno di parole, ho bisogno di carezze.
Quando arriva il dolore non lo riconosci subito, indossa vesti strane, si cela dietro un sorriso, non lo senti fino a quando ti trapassa l’anima. Impotente ne vivi l’invasione che, attraversandola, lacera pezzo dopo pezzo ogni angolo del tuo dentro, impadronendosi del suo sostrato, ibernando ogni piccola fibra che potrebbe reagire… e li devi vivere tutti gli stadi del dolore, arrivare al fondo, sentirti annientata, chiuderti al mondo. E poi… poi ti guardi senza nascondere gli strappi, ti parli senza paura di sentirti ferita, ti tendi la mano per aiutarti a rialzarti, e non c’è tristezza, non c’è emozione, c’è consapevolezza cruda del prima, del durante, e del dopo, ora, adesso…. sei una tavola bianca su cui ricominciare a scrivere la storia della tua vita prendendo dalla profondità di quegli squarci la distanza da ciò che non può più appartenerti, da ciò che dietro un sorriso può nascondere un dolore indiretto, subdolo, inatteso!
Nessuno potrà mai impadronirsi della mia anima Essa fluttuerà libera nell’infinito quando il suo involucro si schiuderà come una conchiglia erosa dalla vita.