Jutka Csakanyi – Vita
Una lingua morta non può essere parlata da gente viva.
Una lingua morta non può essere parlata da gente viva.
La mia vera bellezza non è quella che riesci a vedere con gli occhi, ma quella che riesco a trasmetterti con la mia anima.
In questa vita sono un vagabondo in cerca di casa, vorrei parlarti della mia vita, ma posso limitarmi a raccontartela, vorrei spiegarti, ma credo che il tempo delle parole è scaduto, scrittore a tempo perso che racconta le proprie esagerazioni e si accontenta delle proprie aspirazioni, vive di sogni ma che si accontenta delle poche realtà, non ho più tempo di rimpiangere ma solo di vivere.
Chissà a cosa pensavi in quei momenti terribili, prima di fare quell’ultimo, mortale passo. Se in quell’istante fossi stato lì con te adesso sarebbe tutto diverso, e non sarei qui a piangere su queste righe che, comunque, spero possano scavalcare qualsiasi barriera terrena, raggiungerti e cullarti. Avrei dovuto dimostrartelo quando potevo; adesso è troppo tardi, adesso che sei già in cielo. Questa sfida contro la vita, l’hai fallita. Solo arrendendoti, alla fine, la sfida l’hai fallita…
Ho passato una vita ad inseguire adesso mi piacerebbe che qualcuno mi aspettasse.
Le persone che non si aspettano nulla da altre sono le più fortunate perché così facendo non saranno mai deluse.
Godo di quell’allegria che non rende gli amici vergognosi l’uno dell’altro, l’indomani.