Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Amico
Più si dona, più diminuiscono gli amici.
Più si dona, più diminuiscono gli amici.
Avrei voglia di sentire la tua voce, di sapere come stai, dove stai…per caso ho saputo un pizzico della tua vita, sono felicissima per te. Ma subito ho pensato che il nostro destino è simile, anche questa volta…spero di rivederti, di risentirti, dopo tutti questi anni, sette esattamente. Eravamo bambine, ora siamo signore…
La lontananza uccide… ti abitui all’assenza e i ricordi sbiadiscono… non solo per l’amore ma…
Non sono mai stato in spiaggia, per arrivarci dovevo passare davanti a un bar e…
Peccato che spesso siamo troppo distratti per cogliere l’ultima possibilità che ci viene donata. Peccato che “quel grido” non venga ascoltato e che lasciamo sbattere la porta in faccia a quel dono straordinario che sono l’amicizia o l’amore.
A volte deve pur succedere che nell’esistenza di uno scrittore fortunato, ci sia qualcuno, un poco in disparte, che non lascia passare la frase inesatta che per stanchezza vorremmo lasciare; qualcuno capace di rileggere con noi fino a venti volte una pagina incerta; qualcuno che ci sostiene, ci approva, alle volte ci contraddice; che partecipa con lo stesso fervore alle gioie dell’arte ed a quelle della vita, ai lavori dell’una e dell’altra, mai noiosi e mai facili. E non è nè la nostra ombra nè il nostro complemento, ma se stesso; e ci lascia una libertà divina, ma, al tempo stesso, ci costringe ad essere pienamente ciò che siamo. Hospes comesque.
L’amore non possiede nè vorrebbe essere posseduto perchè l’amore è sufficiente all’amore.